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 +====== Svolta la prima fase del progetto: “Forestali del Mediterraneo – gemellaggio Fag – Ausf Palermo” ======
  
 +Pubblicato in Città, reggiocal.it da aga: lunedì, 31 maggio 2010 – 18:30
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 +Reggio Calabria. Il 23 Maggio 2010 si è concluso il progetto “Forestali del Mediterraneo – gemellaggio Fag – Ausf Palermo” realizzato dagli studenti dei corsi di laurea in Scienze Forestali e Ambientali delle università di Palermo e Reggio Calabria soci, rispettivamente, di Ausf (Associazione Universitaria Studenti Forestali) e Fag (Forest and Agriculture Group).
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 +L’iniziativa è nata in seno ad un più ampio movimento, dal nome Ausf-Italia, che mira a mantenere stabili rapporti tra tutti gli studenti forestali del paese; in tale contesto i membri delle due realtà associative hanno progettato un’occasione di incontro che permettesse la reciproca conoscenza degli studenti e del vicino contesto territoriale e forestale in cui essi vivono. In particolare, tra gli obiettivi specifici dell’iniziativa figurano lo scambio di conoscenze e il dibattito intorno a temi di estrema attualità quali la gestione forestale sostenibile e la pianificazione nelle aree naturali protette. Tali argomenti sono stati affrontati nel corso delle esercitazioni in campo, che hanno permesso di osservare le specifiche stazioni forestali, e durante il seminario introduttivo dal titolo “Gestione Forestale Sostenibile nell’Italia Meridionale”, svoltosi presso la sede della Facoltà di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.
 +Il seminario è iniziato con i saluti del Preside della Facoltà di Agraria professore Santo Marcello Zimbone, e dei presidenti Ausf e Fag, Giacomo Oddo e Adriano Ganino.
 +Il presidente del Fag ha effettuato poi una breve presentazione dell’associazione, dei suoi obiettivi e delle più importanti attività svolte. In analogia con l’Ausf infatti, il Fag persegue la promozione delle occasioni di apprendimento dei saperi forestali, favorendo nel contempo sia l’aggregazione tra gli studenti che l’inserimento degli stessi nel mondo del lavoro. Il presidente Fag ricorda, in particolare, l’escursione in Aspromonte e il campo scuola di orientamento agli studi universitari “Esplorando” svoltisi nel corso del 2009. Infine viene sottolineato l’importante ruolo di collegamento svolto dall’associazione tra gli studenti e i laureati in scienze forestali e i professionisti del settore.
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 +Il presidente dell’Ausf ha successivamente presentato una breve relazione dal titolo “Introduzione alla realtà forestale siciliana” affinché il settore forestale delle due regioni potesse essere oggetto di confronto e dibattito. È stata così effettuata una descrizione delle caratteristiche geografiche, dei principali tipi di vegetazione, dell’uso dei boschi e delle problematiche del settore forestale della Sicilia. Nelle conclusioni si è ricordato come il futuro dei boschi dell’isola dipenda fortemente dalla capacità di pianificare in maniera organica gli interventi da svolgere, attraverso l’applicazione di più precise prescrizioni, di incentivare un’economia montana legata all’uso della pluralità di funzioni dei boschi e di contrastare i fenomeni di grave degrado delle risorse forestali quale quello degli incendi.
 +L’intervento di Carlo Ferrucci del Corpo Forestale dello Stato ha riguardato i compiti e le funzioni che il Corpo svolge nei confronti del patrimonio forestale della regione Calabria. Più precisamente il relatore ha messo in evidenza il ruolo del Cfs che, alla luce della nuova normativa, assume sempre più funzioni di polizia piuttosto che tecniche. A tal proposito egli ha ricordato l’importante contributo dato dal Corpo alla realizzazione dei rilievi necessari per l’ultimo inventario forestale nazionale nonché alla lotta agli incendi. Infine sono stati riportati i dati riguardanti la superficie forestale della Calabria e quelle interessate dagli incendi negli ultimi anni. E’ stato possibile rilevare come questi ultimi fenomeni presentino notevoli analogie in termini qualitativi e quantitativi con quelli della Sicilia.
 +La relazione di Giuseppe Luzzi dell’Ufficio Pianificazione, Tutela e Sviluppo del Parco Nazionale della Sila ha delineato le principali caratteristiche del Parco, elemento fondamentale nel sistema di aree protette non solo regionale, ma anche nazionale. Esso rappresenta infatti un importante serbatoio di biodiversità in cui possono vivere specie rare come la lontra e il tritone crestato. A partire dalla seconda metà del 1800 i territori in cui oggi insiste il Parco furono interessati da attività di sfruttamento del legname che portarono alla quasi totale scomparsa di pinete con piante secolari di enormi dimensioni. Dopo l’intenso sfruttamento avvenuto anche nella prima metà del XX secolo, l’azione di protezione risultò necessaria ed ancora oggi si esplica attraverso le pratiche di preservazione e di conservazione attiva. Quest’ultima viene realizzata favorendo la rinaturalizzazione dei sistemi forestali più antropizzati.
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 +L’ultimo intervento è stato curato dal dottore forestale Clemente Scalise il quale ha presentato le principali tipologie dei boschi calabresi, la loro estensione e forma di governo, in riferimento alla situazione italiana. La maggior parte delle formazioni boschive sono faggete o pinete di pino laricio che complessivamente ricoprono una superficie pari a circa 150.000 ettari. Il relatore si è infine soffermato sul concetto di gestione forestale sostenibile e sull’applicazione della selvicoltura sistemica; essa permetterebbe di garantire il funzionamento del bosco inteso come sistema biologico complesso in grado di perpetuarsi autonomamente e di assolvere molteplici funzioni.
 +Nella seconda parte della giornata i partecipanti hanno raggiunto le strutture ricettive del centro visite Cupone del Parco Nazionale della Sila, effettuando una breve passeggiata lungo le rive del vicino lago Cecita.
 +La seconda giornata è stata dedicata a un’escursione, guidata da Graziano Martello, consigliere dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e Forestali, presso la pineta di Pino laricio nei pressi del centro visite. All’inizio del percorso la guida ha sottolineato l’importanza, dal punto di vista professionale, del metodo di svolgimento di un’indagine conoscitiva, utile ai fini della redazione di un progetto forestale. Risultano innanzitutto fondamentali l’individuazione dei confini della proprietà e l’inquadramento dell’area dal punto di vista geografico ed amministrativo. I partecipanti sono stati poi coinvolti nella descrizione delle caratteristiche geomorfologiche, edafiche e di tutti i principali parametri descrittivi delle diverse stazioni forestali attraversate lungo il percorso. Le informazioni raccolte hanno consentito dunque di ipotizzare i possibili interventi tenendo conto della situazione attuale e delle potenzialità delle diverse stazioni. L’escursione è terminata con una passeggiata lungo il sentiero faunistico che ha permesso di osservare esemplari di lupi, gufi reali, cervi, daini, caprioli e mufloni che sono ospitati all’interno di appositi recinti. La presenza di tali animali, che possono essere osservati attraverso dei vetri oscurati da un lato, assume notevole importanza dal punto di vista didattico a testimonianza dell’azione svolta dal Parco.
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 +Nella giornata di sabato i partecipanti, accompagnati dai dottori forestali Clemente Scalise e Giuseppe Mancuso, hanno effettuato un’escursione in Sila Piccola presso Monte Gariglione. Gli accompagnatori, che operano nel settore forestale locale, hanno messo a disposizione la loro esperienza professionale e conoscenza del territorio, esponendo la storia dei boschi dell’area. Essa è stata segnata dalla prime utilizzazioni forestali compiute all’inizio del XX secolo. In particolare, nel ventennio compreso tra il 1929 e il 1949, con la costruzione di una ferrovia a scartamento ridotto e l’uso di teleferiche pesanti, vennero utilizzate le piante secolari presenti con dei veri e propri tagli di rapina che asportarono circa il 90% della massa legnosa. Con il passare del tempo e grazie all’istituzione del Parco, il bosco si è lentamente ricostituito. Il percorso che lo attraversa ha permesso di osservare le formazioni miste di abete bianco e faggio con alcuni esemplari dalle dimensioni ragguardevoli. In prossimità della vetta, nella zona 1 del Parco che corrisponde all’area di maggiore protezione, si è discusso in merito a un intervento effettuato nell’ambito di un progetto Life, finanziato dall’Unione Europea, per ridurre la densità delle piante di faggio e favorire la rinnovazione dell’abete bianco. L’intervento, effettuato pochi anni prima in zona 1 del Parco, fatto già alquanto discutibile, ha suscitato l’interesse degli studenti delle rispettive associazioni poiché come è emerso dal sopralluogo, il progetto probabilmente non ha raggiunto i risultati previsti. Lungo il percorso di ritorno sono state osservate delle aree dove invece la rinnovazione dell’abete bianco era molto più abbondante. L’ultima giornata è stata dedicata alla visita dell’Orto Botanico di Cupone, progettato per la fruizione anche da parte degli ipovedenti e non vedenti. Il percorso didattico si sviluppa per 350 metri su traversine di legno delimitate da una staccionata con corrimano ideato per consentire l’accesso anche alle carrozzine. Disposte a terra o in vaschette, a seconda delle dimensioni, sono presenti 115 specie autoctone della flora montana calabrese. Tutte le piante sono accompagnate da schede in braille.
 +Nella tarda mattinata, presso la riserva biogenetica “Golia-Corvo”, in località Fossiata (Camigliatello Silano), i gruppi studenteschi hanno assistito alla liberazione di venti cervi, fino a poco prima curati ed assistiti nella riserva all’interno del territorio del Parco. L’iniziativa è stata promossa dall’Ente Parco Nazionale della Sila in collaborazione con l’Ufficio Territoriale per la Biodiversità (Utb) di Cosenza. Al termine delle operazioni di rilascio degli ungulati si è svolto un breve seminario al quale hanno preso parte, oltre al Fag e all’Ausf-Palermo, il presidente dell’Ente Parco Nazionale della Sila, professoressa Sonia Ferrari, il Capo Ufficio dell’Utb di Cosenza Vincenzo Perrone, il Capo Ufficio dell’Utb di Catanzaro Nicola Cucci, il Presidente del Corso di Laurea in Scienze Naturali dell’Università della Calabria Sandro Tripepi, e il Responsabile Nazionale Aree Protette e Biodiversità di Legambiente Antonio Nicoletti. I relatori hanno brevemente ricordato l’importanza dell’azione di monitoraggio della fauna svolta dal Parco Nazionale insieme al Cfs e con il supporto scientifico dell’Università. La giornata si è conclusa con l’emozionante visita della riserva naturale guidata biogenetica “Giganti di Fallistro” in cui sono presenti 56 alberi di Pino Laricio (Pinus nigra subsp. calabrica), così denominati in virtù della sorprendente statura che li caratterizza. Le piante più vecchie superano l’età di 350 anni e nel loro insieme, rappresentano un aspetto residuale di quella che un tempo era la più diffusa foresta di Pino Laricio della Calabria.
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 +A conclusione della giornata i presidenti delle rispettive associazioni si sono complimentati a vicenda per l’esperienza formativa indimenticabile che ha permesso un pieno e articolato confronto delle realtà forestali delle due regioni. Il progetto di gemellaggio sarà completato da una seconda fase, che si svolgerà il prossimo autunno, in cui gli studenti calabresi potranno meglio conoscere alcuni dei più importanti aspetti territoriali e forestali siciliani.
 +Per il successo dell’iniziativa si ringrazia l’Ente Parco Nazionale della Sila ed il Comando Regionale del Corpo Forestale dello Stato per la disponibilità e l’accoglienza, il Consiglio degli Studenti, il Consiglio dell’Ordine Nazionale dei dottori Agronomi e dottori Forestali, la Federazione Regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e dottori Forestali nella persona del presidente Stefano Poeta e le Facoltà di Agraria di Reggio Calabria e di Palermo.
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